Intervista ad Halley: “Chiamami” e quei rapporti che finiscono senza fare rumore

lug 27, 2026 0 comments

Non tutte le storie finiscono con un litigio o con un addio definitivo. Alcune semplicemente si consumano nel tempo, lasciando dietro di sé domande, silenzi e ricordi che continuano a convivere con la speranza. "Chiamami", il nuovo singolo di Halley, esplora proprio questa zona grigia delle relazioni, scegliendo di raccontare ciò che spesso resta inesplorato.
In questa intervista l'artista riflette sul peso delle parole non dette, sul rapporto tra nostalgia e futuro, sul valore delle immagini nel videoclip e sulla libertà che ogni ascoltatore dovrebbe avere nel costruire il proprio significato della canzone.

In "Chiamami" la distanza tra i protagonisti non nasce da un litigio, ma da qualcosa di molto più sottile e difficile da definire. Ti interessava raccontare proprio quei rapporti che finiscono senza un vero punto di rottura?
In realtà si, perché a volte i rapporti hanno un ciclo naturale che quasi segue il destino. Io in quest’ultimo non ci credo, però a volte succede che i rapporti seguono una strada e due persone finiscono per separarsi semplicemente perché il rapporto lo costringe a farlo, senza litigi ne motivi “validi”, semplicemente è il tempo che fatto il suo corso.

Il brano lascia intendere che, a volte, ciò che pesa di più non è ciò che è successo, ma ciò che non si è mai avuto il coraggio di dire. Quanto il silenzio può diventare protagonista di una storia?
Tantissimo, soprattutto per me. Io sono una persona estremamente timida in certi contesti, e sono molte più le cose che penso rispetto a quelle che dico. Mi capita spesso di pensare a vecchie scene e pensare a come sarebbe andata diversamente se avessi davvero detto tutto quello che penso. Solo che a volte semplicemente ho paura di farlo perché penso che sia inutile o non aggiunga niente, invece so che alla fine non è così per niente, però in certe situazioni non riesco ad essere lucido.

Nel testo il ricordo sembra convivere con la speranza, senza che una delle due emozioni prevalga davvero. È un equilibrio che hai cercato consapevolmente durante la scrittura?
No, è più naturale, perché alla fine tutti noi proviamo anche solo un briciolo di nostalgia quando ripensiamo ad un vecchio ricordo che ricordiamo con entusiasmo. Spesso queste due emozioni viaggiano a braccetto.
Comunque se vogliamo essere schizzinosi forse la speranza prevale leggermente, anche se non ci sarebbe senza nostalgia, alla fine è un cerchio.

Il videoclip utilizza ambientazioni molto diverse – dalla villa alla piscina fino alla spiaggia – per raccontare un'unica storia. Quanto è stato importante costruire un percorso visivo che accompagnasse l'evoluzione emotiva del brano?
Abbastanza, perché il video deve essere lo specchio della mia visione della canzone secondo me. Diciamo che non è stato il video con la storia più complicata da registrare o costruire, ma sicuramente uno dei più divertenti da girare. Comunque credo proprio renda l’idea di ciò che volevo trasmettere, e alla fine è la cosa più importante. Io voglio che ogni videoclip rappresenti la mia immagine della canzone come ho detto prima.

Hai raccontato che il testo è rimasto fermo per mesi prima di trovare la sua forma definitiva. Col senno di poi, pensi che alcune canzoni abbiano semplicemente bisogno di aspettare il momento giusto?
Secondo me non esiste il momento giusto per quanto riguarda la parte emotiva della canzone. Esiste però da un punto di vista puramente commerciale. Inoltre i tempi tecnici non sono così brevi, quindi finisce spesso che ci siano canzoni che vengono pubblicate anni dopo la scrittura.

"Chiamami" lascia molte risposte in sospeso, sia nel testo sia nel video. Preferisci che sia l'ascoltatore a completare il significato delle tue canzoni, oppure esiste una chiave di lettura che speri venga colta?
Ovviamente l’impostazione della canzone la do io, ma è importante che l’ascoltatore riesca a costruirsi la propria storia sulla canzone, le proprie sensazioni. Comunque non credo sia un discorso di cose in sospeso, quanto più di discorsi che non necessariamente devono essere completati. È proprio per far immergere al meglio l’ascoltatore. Deve essere lui a rivedersi completamente nella canzone.

Se dovessi descrivere "Chiamami" come una scena di un film, senza parlare della musica, quale immagine sceglieresti e perché?
Domanda difficile a cui non so darti una risposta precisa, semplicemente perché non sono un grande appassionato di film. Non amo guardarli, non mi ha mai preso più di tanto. In realtà la musica è l’unica cosa che riesco a seguire per tanto senza stancarmi, ma per tutte le altre cose perdo interesse immediatamente.

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