Intervista a Sambiglion: “Che colpa ho io”, un viaggio tra scelte, errori e consapevolezza

giu 21, 2026 0 comments

Con il nuovo singolo “Che colpa ho io”, Sambiglion firma una canzone intensa e riflessiva che affronta il peso delle decisioni prese quando non si è ancora pronti a comprenderne fino in fondo le conseguenze. Attraverso un racconto personale che si apre a una dimensione universale, il cantautore esplora il rapporto tra libertà, responsabilità e crescita interiore, trasformando ferite e rinunce in occasione di consapevolezza.

Il brano, accompagnato da un videoclip ricco di simbolismi e suggestioni sospese tra sogno e realtà, rappresenta un tassello importante del percorso artistico che conduce a “Ozio”, il nuovo album in arrivo. In questa intervista Sambiglion racconta la genesi della canzone, il significato dei suoi versi più rappresentativi, le influenze che hanno segnato la sua scrittura e il valore del tempo nel dare forma alle esperienze vissute. Una conversazione che invita a guardare agli errori non come colpe, ma come tappe necessarie di un percorso di crescita.

“Che colpa ho io” affronta il tema delle scelte fatte quando non si è ancora pronti a comprenderne le conseguenze. Perché hai scelto di raccontare questo aspetto?
Penso sia molto importante per la propria crescita personale e per un mondo migliore, avere la consapevolezza delle scelte che si fanno, questo fa in modo che ogni persona si prenda la responsabilità delle proprie scelte e delle proprie rinunce. Ma quando ancora non si ha acquisito questo livello, raccontare errori e ferite può essere un modo per dare forza a chi le sta attraversando, è un tendere la mano e dire “fratello/sorella supererai anche questa”! 

Quanto conta il tempo nel dare un significato diverso agli eventi che viviamo?
Il tempo ha un grande compito e un grande potere: rende le cose sbiadite e quindi anche le cose brutte non sembrano così brutte in fondo. Ma il significato agli eventi non lo dà il tempo, è il risultato di come noi impieghiamo il tempo che ci separa dall’evento. Si può soffrire per molti anni a causa di un qualsiasi evento ma analizzare noi stessi, accettare i nostri errori e scegliere di diventare persone migliori, allevia, restringe la nostra sofferenza e dà il significato reale agli eventi.

C'è un verso del brano che senti particolarmente rappresentativo del suo messaggio?
“Che colpa ho io se ho boicottato i miei lavori i e miei valori in nome della libertà”
 
Musicalmente il pezzo alterna delicatezza e intensità. È una scelta che riflette anche il contenuto del testo?
Certamente all’inizio del brano racconto intimamente e con seria ironia situazioni del quale bisognava prendere coscienza, poi man mano che si arriva alla frase che citato ho sopra, sovveniva l’esigenza di esprimersi con un’apertura musicale, la libertà è meglio rappresentata in musica che con altre parole.

Nel videoclip ogni personaggio assume un valore simbolico. Come avete lavorato su questi significati?
Il videoclip si alterna tra sogno e realtà. Io reputo il simbolo del sogno molto potente, perché a livello sottile ci fa percepire familiare qualcosa che non abbiamo chiarissimo. E quando si sogna ad esempio un’automobile con noi dentro, il simbolo chiaramente è la direzione che dobbiamo prendere nella nostra vita ed ogni personaggio presente e non ha un significato, per esempio il conducente nel sogno non c’è! 
Sarebbe bello che ognuno ci vedesse qualcosa di personale.

Da cantautore, preferisci partire da un'immagine, da una melodia o da un'emozione quando scrivi?
Sinceramente non preferisco, avviene quello che deve avvenire. Però posso dire che quando parte da un’emozione escono fuori brani come Che Colpa Ho Io.

Le tue influenze spaziano da Vasco a Battiato. Credi che ci sia qualcosa di questi artisti anche in questo brano?
Questi sono artisti che hanno forgiato il modo in cui io ho imparato ad esprimere i concetti e le emozioni, io li ho considerati e considero veri e propri maestri. E proprio hai citato le due antitesi, la strafottenza di Vasco e la scuola della sperimentazione metodica di Battiato ed io in questo brano cito Jannacci che considero lo Strafottente Metodico!

In che modo “Che colpa ho io” si inserisce nel percorso che porterà al nuovo album “Ozio”?
Ozio è un album di consapevolezza, ma non di arrivo. Ozio è l’album di questa tappa della consapevolezza dove ho messo i fatti su un piatto e li ho analizzati, è l’album delle domande aperte che hanno bisogno di risposta, del non giudizio, è l’album della non Colpa.

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