Per
comprendere la trama armonica di Un bacio
di fortuna (Vol. 3) è necessario guardare alla complessa biografia musicale
di Anastasia Anniemore24. Nelle note di presentazione del suo lavoro non
compaiono solo i maestri della canzone italiana, ma fanno capolino figure
monumentali del Novecento e della musica colta contemporanea: da Čajkovskij e
Šostakovič fino al minimalismo narrativo di Max Richter e alle atmosfere
pianistiche di Federico Albanese e Dustin O’Halloran. Questa eredità
mitteleuropea non rimane una mera dichiarazione d'intenti, ma si deposita in
filigrana nelle cinque partiture che compongono l'opera.
Il
brano più rivelatore di questa ascendenza è senz'altro Sirena. Più che una canzone pop, la composizione si struttura come
una miniatura orchestrale per studio di registrazione. L’arrangiamento firmato
da Anastasia con Fabio Vaccaro lavora sulle stratificazioni: l’arpa celtica
detta un ostinato che rimanda alle fascinazioni wagneriane e al Dvořák della Rusalka, mentre i flauti etnici e i
riverberi creano una prospettiva prospettica e tridimensionale. La voce
recitante in russo si fonde con la linea melodica di Vanessa Berni senza
soluzione di continuità, operando per sottrazione e rarefazione. C’è un senso
dell'equilibrio e del contrappunto che denuncia una solida formazione musicale.
Anche
ne Il crepuscolo la lezione classica
emerge con chiarezza. La melodia, affidata a Bone, evita le consuete cadenze
della strofa-ritornello per svilupparsi come una meditazione sul tempo
circolare. La tessitura ambient accoglie gli armonici vocali trasformandoli in
materiale timbrico, secondo una concezione cara all'elettronica d'ascolto
europea.
Non
meno significativo è il rigore formale dei testi: la parola poetica è scandita
con un senso della metrica che valorizza le consonanze della lingua italiana,
pur mantenendo una grazia essenziale. La chiusura de Il postino, con il timbro scuro e introverso di Arthurium, riporta
alla mente certe romanze per voce sola, dove la solitudine del protagonista è
descritta attraverso la quiete e il vuoto. Anastasia Anniemore24 firma un
lavoro di raffinato crossover, dimostrando che il confine tra musica d'arte e
canzone popolare è solo una convenzione accademica.
