Anastasia Anniemore24: «La musica è già dentro le parole. Ripartire da zero è una scelta d’amore»

set 14, 2026 0 comments

 


Dal background giornalistico e musicale a Minsk alla nuova vita in Italia, Anastasia Anniemore24 ha trasformato la scrittura poetica e l’ascolto del mondo nel cuore pulsante della sua produzione. Al centro del monumentale progetto discografico “Un bacio di fortuna” (30 inediti per 30 voci diverse), l'autrice e producer racconta a REFRAME la genesi del singolo  Tutto da zero” (feat. Antonella Bacchini), i rituali intimi della sua scrittura e un'idea di musica in cui l'artista si mette interamente al servizio dell'opera.
 
Giornalismo televisivo a Minsk, lo studio del pianoforte fin dall'infanzia e poi la scelta di ricominciare tutto in Italia: com’è nata e come si è trasformata negli anni la tua attitudine verso la musica e la scrittura?
La musica mi ha sempre accompagnata. La formazione ha costruito il mio gusto e il mio modo di ascoltare il mondo. Per me studiare musica è stato un po’ come leggere i grandi classici: richiede attenzione, disciplina e confronto con temi complessi, ma poi ti lascia uno strumento in più per capire e goderti la vita.
Ho iniziato a scrivere poesie circa cinque anni fa, prima in russo. Vivendo in Italia, però, ho sentito che tradurle non bastava: volevo parlare direttamente alle persone, così ho iniziato a scrivere anche in italiano e poi a trasformare quei testi in canzoni.
Da questi esperimenti è nato qualcosa di molto più grande: il progetto discografico Un bacio di fortuna, con 30 brani inediti interpretati da 30 cantanti italiani incontrati anche attraverso la rete. È una storia che, ancora oggi, sembra pazzesca persino a me.

Il tuo background spazia dai grandi cantautori e voci italiane (da Mina e Mia Martini a Lucio Dalla) al rock internazionale, fino al jazz e ai maestri della classica contemporanea come Max Richter: a quali artisti senti di esserti ispirata di più nel definire la tua identità di autrice e producer?
Tra tanti riferimenti è difficile scegliere, ma lavorando a un progetto italiano mi sono ispirata soprattutto ai grandi artisti che hanno definito lo standard della canzone italiana nel mondo. Mina, per la voce e per una personalità interpretativa irripetibile; Lucio Dalla, per la forza dei testi e l’emozione della sua voce; Pino Daniele, per quel suono internazionale e sperimentale che non ha mai rinnegato le radici locali.
Mi affascinano anche la ricerca sonora dei Matia Bazar e quella elettronica e culturale di Franco Battiato. Da questo patrimonio ho cercato di partire per costruire un linguaggio più vicino ai gusti e agli standard produttivi contemporanei.
Come producer, mi interessa che la voce entri nel tessuto musicale come uno strumento, non che la musica resti soltanto sullo sfondo per mettere l’artista al centro. Per me non è la musica a servire l’artista: è l’artista a servire la musica.

Il tuo processo creativo mette la parola e il testo al centro, costruendo melodie attorno ai versi e lavorando spesso sull'adattamento tra russo e italiano: in che modo nasce oggi una tua canzone e come trovi la "voce perfetta" per interpretarla?
Le mie canzoni nascono quasi sempre da uno spunto molto piccolo: una visione, un sentimento, una frase ascoltata per caso o perfino una sola parola. È successo, per esempio, con “Tutto da zero” e “Sto tornando a casa”, due titoli del secondo volume di Un bacio di fortuna: prima mi sono fermata su quelle frasi, poi ho iniziato a scrivere.
Per me è quasi una cerimonia. Mi chiudo in una stanza, senza distrazioni, ascolto soprattutto musica classica contemporanea — Max Richter, Ólafur Arnalds per citare alcuni — apro i miei quaderni e uso sempre le stesse penne Staedtler: non so perché, ma con loro sembra che le parole scrivano da sole.
Chiudo gli occhi e, dopo circa un’ora, torno sulla terra con il testo finito. Scrivo tutto in un respiro; poi, magari, col tempo cambio una virgola, ma l’anima del brano nasce subito. La musica, in fondo, è già nascosta dentro le parole.
Quando la demo è pronta, inizio la ricerca della voce. Cerco online voci interessanti e spesso ancora poco conosciute: è un po’ come scavare in una miniera. È un lavoro difficile, ma quando trovi il tuo giacimento — quando un interprete capisce la tua idea e la condivide davvero — allora sai che la canzone ha trovato la casa.
 
È in radio “Tutto da zero” feat. Antonella Bacchini, estratto dall’EP Un bacio di fortuna: ci parli di come è nato questo brano, dal nucleo originale della tua canzone in russo “La musica di Bach” fino al lavoro in studio con Fabio Vaccaro?
Ho scritto moltissimi testi in russo, e alcuni di loro sono diventati il nucleo da cui sono nati i brani italiani del progetto. È successo anche con “Tutto da zero”: la sua origine è una poesia in russo che si chiama “La musica di Bach”.
Per me la musica di Bach è un codice enigmatico: sembra contenere già un’intuizione del futuro ed è ancora incredibilmente contemporanea. In quel testo l’ho usata come metafora dello spazio della libertà e del divenire: siamo tutti dentro la musica di Bach e, proprio per questo, tutto può accadere.
Nella versione italiana quell’idea si è trasformata e ha preso una direzione più intima: ricominciare tutto da zero, partendo dalla forza iniziatica dell’amore. Con Fabio Vaccaro abbiamo poi cercato in studio un suono capace di conservare questa apertura, questa sensazione di possibilità.

Nel testo affronti temi universali come la fragilità del nostro pianeta e l'urgenza di ripartire da capo mettendo al centro la parola “amore”: cosa deve aspettarsi l'ascoltatore da un brano così intenso e filosofico?
Vorrei che chi ascolta “Tutto da zero” sentisse di far parte di qualcosa di più grande di sé: di un’umanità che, pur vivendo in luoghi diversi, condivide fragilità, paure, dolori e speranze.
Non è un brano che vuole dare risposte facili o imporre una lezione. Vorrebbe piuttosto lasciare un’energia, un piccolo impulso a reagire: ognuno nella propria misura e con la propria responsabilità, per il bene personale ma anche per quello di tutti.
In questo senso, la parola amore non è solo un sentimento privato: è una scelta, una direzione e forse il punto da cui possiamo davvero ricominciare.

Essendo tu l'ideatrice, autrice e produttrice di un'opera monumentale come “30 inediti per 30 voci”, hai in programma concerti, showcase speciali o eventi dal vivo per presentare questi brani insieme agli interpreti del progetto
Sarebbe davvero un sogno riuscire, un giorno, a riunire sullo stesso palco tutte e trenta le voci del progetto per un evento speciale. Credo che avrebbe senso farlo dopo l’uscita di tutti e sei gli EP, quando Un bacio di fortuna sarà finalmente completo. 
Per ora sono stati pubblicati i primi due volumi; il Volume 3 uscirà l’11 settembre, mentre il sesto e ultimo EP è previsto per marzo 2027. Dopo, certamente, sarà il momento giusto per parlare di concerti, showcase e di una possibile grande serata dal vivo.

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