Geometrie liquide e sfoghi sonori: l'elettronica stratificata di Samuele CYMA

giu 8, 2026 0 comments

Un'architettura sonora complessa, dove il rigore accademico del jazz e la ricerca elettroacustica collidono con superfici shoegaze e sound design abrasivi. Samuele CYMA si muove nei territori dell'avanguardia indipendente con una consapevolezza rara. Dopo aver catturato l'attenzione con "Dissolvimi", il producer e songwriter torna a scuotere i confini della forma-canzone con "Sabbie immobili", un brano notturno e impulsivo che indaga la paralisi emotiva all'interno delle relazioni umane. Ai microfoni di Reframe, l'artista ci svela la doppia anima della sua ricerca: un'esperienza fisica ed estetica sospesa tra l'improvvisazione nordeuropea, percussioni taglienti e una profonda urgenza catartica.

La tua musica si muove tra ritmiche serrate, quasi ossessive, e aperture shoegaze. Com'è nata questa tua attitudine così stratificata che unisce il sound design abrasivo a superfici più liquide?
Nasce sicuramente da tutto ciò che ascolto e che interiorizzo, dalle esperienze musicali che mi colpiscono: concerti, dischi, suoni…

Essendo diplomato in chitarra jazz ma influenzato dall'elettroacustica del Novecento e dal post-rock, quali correnti hanno pesato di più nel definire la tua "aura" sonora attuale?
Il mio suono attuale credo si riferisca un po’ a una certa elettronica sperimentale, un po’ di improvvisazione timbrica tipica del jazz nordeuropeo, molto emotiva anche. Ma viene anche dalle forme canzone, l’uso della voce all'interno di questi ambienti sonori.

In "Sabbie immobili" parli di un impulso nato in una notte. Solitamente parti da un pattern ritmico insistente o da un’immagine visiva, come quella della materia che non scorre?
È stata una scrittura molto impulsiva, forse l’idea iniziale era mettere insieme quel pattern ritmico con quella progressione armonica; poi l’immagine si è creata successivamente, piano piano.

Dopo "Dissolvimi", con questo nuovo singolo esplori il concetto di "immobilità" in una relazione. Cosa lega questi due brani nel tuo percorso di ricerca sulla tensione emotiva?
Penso abbiano un percorso dinamico simile, anche alcuni suoni. Fanno parte di ambienti diversi ma spesso le vedo collegate, come due visioni di una stessa cosa. Dissolvimi è una preghiera, Sabbie è uno sfogo.

Cosa deve aspettarsi chi preme play: un viaggio introspettivo e delicato o un'esperienza fisica segnata da glitch e percussioni taglienti?
La seconda, ma anche con momenti più distesi ed emotivi.

Hai già in programma di portare questa "tensione costante" e questa fluidità di generi in una dimension live o in qualche set particolare?
Sì sì, sto facendo molti live set in giro in cui riadatto un po’ tutto questo mondo in base al contesto in cui suono. È molto intenso e anche divertente.

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