Ogni collaborazione artistica nasce dall'incontro tra sensibilità diverse, e "Energy" è l'esempio di come una visione condivisa possa trasformare una produzione in un'esperienza ancora più intensa. AKOLA racconta il lavoro svolto insieme alla cantante Lacey, scelta per la capacità di interpretare il brano con autenticità e profondità emotiva. Dalla produzione alle registrazioni, fino agli equilibri costruiti tra voce ed elettronica, il dialogo creativo è stato il vero motore del progetto. Nell'intervista per Reframe, il producer riflette sul valore della collaborazione artistica e sulle nuove prospettive che questa esperienza ha aperto per il suo percorso musicale.
Perché hai pensato che fosse proprio Lacey la persona giusta per interpretare "Energy"?
Ho pensato a Lacey perché aveva esattamente il tipo di sensibilità che cercavo per Energy. Non volevo solo una bella voce, ma un'interprete capace di raccontare un'emozione e dare profondità al messaggio del brano. Il suo timbro ha una combinazione particolare: è delicato ma allo stesso tempo ha carattere, riesce a trasmettere fragilità e forza insieme. Quando abbiamo lavorato sulla traccia ho sentito subito che la sua interpretazione completava la mia visione. Ha portato una dimensione umana che per me era fondamentale.
Che cosa ha aggiunto la sua voce a un brano che avevi già costruito musicalmente?
La voce di Lacey ha aggiunto soprattutto un'anima. La produzione aveva già una direzione chiara, con il Groove e l'atmosfera che volevo creare, ma la sua interpretazione ha dato un significato più profondo a ogni elemento. Ha portato emozione, dinamica e una dimensione più umana al brano. Abbiamo lavorato molto sull'intenzione, non solo sulle note, perché volevo che ogni parola arrivasse in modo autentico. La sua voce è diventata il punto di incontro tra la parte elettronica e quella più emotiva di Energy.
Quanto è stato importante confrontarsi durante le sessioni di registrazione?
Nonostante il lavoro a distanza è stato una parte importante del processo. Anche senza essere nello stesso studio, siamo riusciti a creare un confronto continuo attraverso idee, demo e feedback. La tecnologia oggi permette di condividere visioni artistiche anche a chilometri di distanza. Lacey ha saputo interpretare perfettamente l'atmosfera del brano e aggiungere la sua sensibilità. A volte anche la distanza può portare nuove prospettive e rendere una collaborazione ancora più interessante.
Ci sono stati momenti in cui il contributo di Lacey ti ha spinto a rivedere alcune scelte produttive?
Sì, sicuramente. La voce di Lacey mi ha portato a riconsiderare alcuni dettagli della produzione, soprattutto per lasciare più spazio all'emozione del testo e alla sua interpretazione. Quando arriva una voce con una personalità così forte, il compito del produttore è anche saper ascoltare e adattare il brano. Abbiamo lavorato sugli equilibri, sugli spazi e sulle dinamiche per creare un dialogo naturale tra voce e parte elettronica. È stato un processo molto stimolante, perché il brano è cresciuto insieme alla sua interpretazione.
Che cosa hai imparato da questa collaborazione dal punto di vista artistico?
Da questa collaborazione ho imparato ancora di più quanto sia importante lasciare spazio all'interpretazione degli altri artisti. A volte parti con un'idea precisa, ma il contributo di una voce come quella di Lacey può aprire nuove strade e portare il brano in una direzione ancora più forte. Ho capito che la musica è anche un dialogo, non solo una visione individuale. Questa esperienza mi ha ricordato quanto valore ci sia nel confronto e nella capacità di ascoltare. Ogni collaborazione può diventare un'opportunità per crescere e vedere la propria musica da una prospettiva diversa.
Ti piacerebbe continuare a lavorare con altri artisti seguendo questa filosofia di collaborazione?
Assolutamente sì. Credo molto nel valore delle collaborazioni, soprattutto quando nascono da una vera affinità artistica e non solo da una scelta strategica. Lavorare con altri musicisti permette di scoprire nuove idee, nuove sensibilità e magari anche aspetti del proprio sound che non avevi ancora esplorato. Con Energy ho visto quanto una visione condivisa possa arricchire una produzione. Mi piacerebbe continuare questo percorso, incontrando artisti capaci di portare qualcosa di unico e autentico nella mia musica.
