La fruizione distratta imposta dagli algoritmi digitali ha progressivamente eroso il fascino del "concept album", inteso come percorso unitario in cui la disposizione dei brani risponde a una ferrea necessità narrativa. AURA impossibile, la nuova opera del produttore, polistrumentista e sound designer romano Samuele CYMA (in uscita l’11 settembre 2026 per PLUMA Dischi, Irma records, Kosmica dischi e mono/lithe), va orgogliosamente in controtendenza: un lavoro organico, concepito idealmente per la doppia facciata di un vinile a 33 giri, dove ogni singolo tassello si incastra con millimetrica precisione nel quadro d'insieme.
La prima facciata (Side A) si apre con
l’ouverture strumentale AURA, un
accumulo materico di frequenze che esplode nella vertigine di Dissolvimi. Qui, un arpeggio modulare a
140 BPM su un giro di sei accordi viene progressivamente saturato da
percussioni ibride e dalle scorribande noise del sax baritono di Federico
D’Angelo, conducendo l'ascoltatore verso una vera e propria deflagrazione
post-rock. La successiva SABBIE IMMOBILI
esaspera il gioco dei contrasti dinamici: all'incedere asfittico e spezzato
delle strofe fa da contraltare un ritornello shoegaze maestoso, avvolto da una
nube di riverberi. A chiudere la prima metà del disco interviene PWNe (Pulsar Wind Nebula),
un'affascinante partitura tra neoclassicismo e IDM astratta, impreziosita da
una sezione d'archi sontuosa e dall'assolo di chitarra affidato al talento di
Ruggero Fornari.
Girando il disco, la seconda facciata (Side
B) apre con la pulsazione notturna di Sento
il GELO, una traccia di elettronica emotiva guidata da una cassa in quattro
ballabile che gioca sul contrasto vocale maschile/femminile, per poi
sfilacciarsi nel finale post-rock. La sua naturale estensione è vedo te, un esercizio di improvvisazione
ambient costruito su pad sinusoidali e sul drumming puntillista di Andrea
Sciusco. Il baricentro formale dell'opera è affidato a Lentamente sai, composizione a quattro voci dove la perizia corale
rinascimentale di CYMA viene riscritta attraverso l’uso esasperato
dell'autotune, culminando in un crescendo rumorista di straordinaria tensione
armonica. Prima del congedo, prima
pioggia sorprende con un impatto acustico viscerale: la voce nuda, priva di
riverberi, denuncia la disumanità dei confini geopolitici artificiali, per poi
esplodere in una coda rock-grunge densa e tagliente. La delicata coda
strumentale di impossibile, affidata
al solo dialogo tra corde e archetti, chiude il cerchio riconsegnando la pace
all'ascoltatore.
Curato magistralmente in ogni dettaglio
sonoro da Federico Coderoni e valorizzato dall'apparato visivo di Agnese
Zingaretti, AURA impossibile si
impone come una delle uscite discografiche più complete, profonde e mature
della stagione musicale italiana.
