Otto brani come stanze di un mondo in metamorfosi, tra introspezione, viaggi spazio-mentali e tensione verso l’infinito. Ne parliamo con la band in questa intervista per REFRAME.
Come sono nati i brani di “Disappearing”: da un suono, da un riff o da un’idea emotiva?
Un saluto a voi della redazione e a tutti i lettori, sono Daniel! Disappearing è come un libro di racconti, storie connesse tra loro, emozioni, sensazioni che si perdono nella nebbia. In fase di scrittura quello che ci proponiamo è di focalizzarci su una sensazione, un ricordo e cercare di tradurre in musica. Di solito sono io che butto giù le idee, i riff e poi li sviluppiamo tutti insieme in salaprove.
Le chitarre hanno un ruolo centrale: come avete lavorato sulle atmosfere?
Come detto su, partendo a comporre da parti di chitarra è normale che poi questa giochi un ruolo importante, tuttavia non meno importante è tutto il resto. Le atmosfere o meglio il mood che sta intorno all’album viene direttamente dai temi trattati e dalle sensazioni che volevamo descrivere. Alla fine è venuto tutto da sè, senza pianificare o programmare.
Quanto conta la lentezza nella vostra scrittura?
Nel senso di quanto ci mettiamo a scrivere un brano? Dipende. A volte si riesce subito a centrare il segno, riuscire a descrivere quello che si sente, altre ci vuole più tempo. Tutto sta nel riuscire ad esprimere in musica una certa sensazione.
La voce sembra spesso fondersi nel suono: è una scelta voluta?
Bisogna ringraziare Eugenio (il nostro batterista) che in fase di produzione ha colto nel segno. Comunque si è quello che cercavamo, assolutamente. Pensavamo a linee vocali fluide, astratte, liquide, come se la musica fosse un’onda e la voce il riflesso della luna.
Avete cercato un suono diverso rispetto al passato?
Abbiamo perfezionato ciò che abbiamo sempre avuto in mente, le intenzioni sono sempre quelle. Il nostro suono viene da grandi amplificatori valvolari anni 60 e 70 e da una post-produzione il meno elaborata possibile. Ci concentriamo molto in fase di registrazione senza andare a ritoccare dopo. Vogliamo che per chi ascolta l’esperienza live sia il più simile possibile a quella dell’ascolto su disco.
