Federico Di Battista presenta “Video Pixelati”. L'intervista

giu 10, 2026 0 comments

Federico Di Battista sceglie la sincerità come punto di partenza per “Video Pixelati”, il suo nuovo album, un lavoro che raccoglie ricordi, emozioni e frammenti di vita trasformandoli in canzoni dal forte valore autobiografico. Attraverso una scrittura diretta e autentica, l’artista costruisce un racconto personale che parla di partenze, crescita, cambiamenti e della continua ricerca di sé stessi.

Nel disco il passato non viene osservato con nostalgia, ma come una componente essenziale dell’identità presente. I ricordi diventano immagini sfocate ma ancora vive, capaci di alimentare sogni, riflessioni e nuove prospettive. Il viaggio, elemento ricorrente del progetto, assume così un doppio significato: da un lato esperienza concreta, dall’altro percorso interiore che lascia segni profondi nel modo di vedere il mondo.

Tra momenti di fragilità e slanci di speranza, Video Pixelati è un album che mette al centro il valore delle domande più che delle risposte, raccontando la quotidianità e quelle emozioni semplici che spesso custodiscono le verità più profonde. Un lavoro intenso e personale che invita l’ascoltatore a riconoscersi nei propri ricordi, nelle proprie incertezze e nella forza di continuare a guardare avanti.

“Video Pixelati” dà l’impressione di essere un vero diario emotivo. Quanto è stato difficile mettersi così tanto a nudo?
È stato difficile trovare la motivazione per parlare di me stesso. Una volta trovata, tutto è uscito senza problemi e fortunatamente senza vergogna.

Nel disco affronti ricordi, partenze e cambiamenti senza nostalgia eccessiva. Hai cercato volutamente uno sguardo più lucido sul passato?
Ho voluto parlare di me stesso e del mio passato, essendo il mio primo album, per far in modo che un ascoltatore mi conoscesse dai primi ascolti. Volevo risultare sincero e trasparente. Per questo ho parlato molto del mio passato e della mia storia.

Il viaggio nel tuo album sembra avere sempre un significato interiore oltre che geografico. Cosa rappresenta per te partire?
Viaggiare in generale è sempre stata una cosa che ha avuto un posto importante nella mia vita fino ad ora. Viaggiare significa principalmente aprire la mente verso nuove cose e questa è una cosa che ti cambia molto anche internamente, ti segna dentro e segna il tuo modo di essere.

Molti brani parlano di crescita personale senza offrire risposte definitive. Ti interessa più raccontare le domande che le certezze?
Racconto della mia crescita personale e delle domande che io mi sono fatto in questo tempo, le certezze poi vanno capite con l´esperienza ed ognuno di noi ne ha di diverse.

La tua scrittura punta molto sulla quotidianità. Quanto ti affascinano le emozioni più semplici e normali?
Secondo me la bellezza delle cose sta proprio nella semplicità. Per questo punto a raccontare delle cose semplici.

In “Video Pixelati” emerge anche il rapporto con il tempo. Hai paura che alcuni ricordi possano perdersi?
Mi fermo spesso a pensare al passato, mi piace molto ricordare. Nei ricordi trovo anche la motivazione per andare avanti, per questo li conservo con gelosia.

Nel disco convivono momenti molto intimi e altri più luminosi. Quanto è importante lasciare spazio anche alla speranza?
È sicuramente fondamentale. La speranza ci tiene vivi, è uno dei motivi per cui teniamo in piedi soprattutto i nostri sogni.

Qual è stata la lezione più importante che ti ha lasciato questo album?
Lavorare su questo album mi ha sicuramente insegnato che mostrarsi per quello che siamo non è mai sbagliato. Mostrare i momenti di debolezza è giusto come mostrare quelli di felicità. Questo è quello che ho imparato, essere me stesso sempre e comunque e non mostrarmi per quello che non sono.


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