“Quale retorica”, il nuovo singolo di MaLaVoglia che scuote le coscienze

gen 19, 2026 0 comments

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“Quale retorica”, MaLaVoglia firma un brano diretto e necessario, che mette a nudo l’indifferenza e le contraddizioni del nostro presente. Un singolo nato da un’urgenza autentica, scritto di getto, che usa la musica come strumento di coscienza e presa di posizione.
Nell’intervista che segue, l’artista racconta il bisogno di tornare a una canzone d’impegno civile, la genesi del brano e il percorso che lo sta portando verso il nuovo album, tra responsabilità individuale e sguardo critico sulla società contemporanea.

Ciao Gianluca! Il tuo nome d'arte, MaLaVoglia, suggerisce una spinta costante. In "Quale retorica" questa spinta sembra rivolta contro l'indifferenza: com'è nata in te questa attitudine alla canzone d'impegno civile?
Ciao a tutti voi di Reframe. Grazie per lo spazio, innanzitutto.
Sì, il mio nome viene proprio dalla ricerca di una voglia e bisogno costante di non fermarmi mai. E non mi fermo neanche quando sento che ho qualcosa da dire riguardo ad argomenti che dovrebbero toccare le coscienze di tutti o comunque suscitare in noi attenzione e sensibilità. L’ho fatto in passato trattando temi scomodi (CAMOSCIO, TERRA ROSSA, ALLEVATI A TERRA). Scrivo ciò che vivo sulla mia pelle ma anche ciò che vedo tutti i giorni e quello che sto vedendo è terribile, non merita indifferenza. Mi stupisce, anzi, che a parte dietro ai vari post sui social o dichiarazioni che non smuovono nulla non ci sia stata una mobilitazione di massa reale da parte di artisti con un peso mediatico importante, questa cosa mi fa paura. Questo è il nostro mondo e stanno giocando a Risiko con nostro futuro e con la nostra vita, non possiamo rimanere indifferenti. 

In questo singolo ti scagli contro le "parate di slogan liberali". C'è un artista del passato o del presente, magari della grande scuola dei cantautori, a cui ti sei ispirato per trovare il coraggio di essere così diretto?
Nessuno in particolare ma ricordo bene che negli anni 60, 70 la musica diventava veicolo di proteste e battaglie contro i giochi di potere dei potenti. Questi tempi ci appartengono e dobbiamo invertire la rotta. Io avevo bisogno di comunicare qualcosa, rispondere a tutto ciò che sto assistendo e la musica è la mia arma.

Hai dichiarato che "Quale retorica" è nata prendendo carta e penna in una sola sera. Succede spesso che le tue canzoni nascano da un'urgenza così improvvisa o preferisci di solito un lavoro di lima più lungo?
Le canzoni più forti che ho scritto, e per forti intendo personalmente parlando, sono nate così, all’improvviso, come se fosse un urgenza che viene da dentro. Poi ci sono canzoni che invece mi piace colorare e partendo da una intuizione immediata poi le costruisco nel tempo.

Ci parli della genesi di "Quale retorica"? Come hai lavorato per trasformare le immagini di guerra che vedevi in TV in una critica alla nostra società occidentale e al suo "benessere di plastica"?
La critica parte da una auto critica verso me stesso. Era appena iniziata l’escalation russa nei confronti dell’Ucraina e io mi stavo ingozzando di Sushi a Milano. Mi sono fermato un attimo e mi sono detto: “ Io sto mangiando Sushi e di là sta davvero succedendo quello?”. Mi sono sentito in colpa quasi, non si poteva sopportare una cosa del genere. In quel momento mi sono ritrovato a fare una fotografia della nostra società, spettatrice del mondo da dietro tutte le comodità possibili. Da allora ho iniziato a sentire l’urgenza di dover scrivere qualcosa a riguardo che fosse un messaggio, un urlo, una risposta a quelle bombe e a questa epidemia di guerre e follia.

Cosa deve aspettarsi chi preme "play" su questo singolo? È un brano che scuote le coscienze o che vuole offrire conforto in tempi difficili?
Forse entrambe le cose. Anche se l’ho scritta senza pensare a cosa dovesse essere per gli altri. Questa canzone l’ho scritta ascoltandomi, una volta conclusa mi sono reso conto della sua forza e che poteva essere qualcosa di bello anche per chi l’avesse ascoltata.

Dopo il lancio di questo singolo e il tuo recente percorso live (dai palchi di Bologna alla Trentino Music Arena), quando potremo ascoltare "Quale retorica" dal vivo? Hai già delle date in programma?
Per ora in programma non ho nulla anche perché mi sto concentrando sulla registrazione dell’album proprio negli studi di Andrea Massaroni. Spero arrivi qualche live dalla primavera all’estate.

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