In Game(L)over Cenere sceglie di
raccontare il dolore non come un punto di arrivo, ma come un passaggio
obbligato verso una maggiore consapevolezza emotiva. L’EP si sviluppa come un
percorso di attraversamento, dove ogni brano mette a fuoco una reazione diversa
alla fine di una relazione.
Love Bombing apre il disco
con una lucidità quasi spiazzante. Il minimal rock affilato accompagna il
racconto di un amore che brucia troppo in fretta, dove l’eccesso di attenzioni
diventa presto una forma di dipendenza emotiva. Cenere non accusa, osserva: il
distacco emotivo nasce proprio da questa consapevolezza.
Con Io Tu arriva la prima vera frattura.
Il ritmo punk rock imprime urgenza a una scelta necessaria: riconoscere che la
relazione è ormai svuotata e che continuare significherebbe smarrirsi. È il
momento in cui l’identità individuale torna a farsi centrale.
Isole introduce una
fase più silenziosa e riflessiva. La solitudine viene raccontata come uno
spazio da abitare, non da temere. Le atmosfere sospese e il crescendo sonoro
restituiscono un senso di smarrimento che però apre alla possibilità di
ricostruzione.
In Camera della rabbia l’emozione
compressa trova finalmente voce. La rabbia non è distruttiva, ma
chiarificatrice: segna il confine tra ciò che è stato e ciò che non può più
essere accettato. Il brano diventa così un atto di affermazione personale.
Quando chiude l’EP
con una delicatezza disarmante. Piano e violino accompagnano un testo che
racconta la difficoltà di comunicare il bisogno di allontanarsi senza ferire,
ma anche senza annullarsi. È un finale che non cerca soluzioni, ma accetta la
complessità emotiva.
Game(L)over è un lavoro
che parla di relazioni, ma soprattutto di ascolto di sé. Cenere trasforma
l’esperienza personale in un racconto condivisibile, restituendo dignità a
emozioni spesso negate. Un EP che non urla, ma resta.
