“Le statali”: intervista a Claudio Sirigu

dic 23, 2023 0 comments
 

Claudio Sirigu è un cantautore classe 2001, dalle sonorità legate tanto al Cantautorato quanto alla nuova Scuola Indie italiana.
Polistrumentista autodidatta, si avvicina alla musica da piccolo, grazie al padre chitarrista, iniziando a scrivere le prime canzoni in cui si accompagnava con la tastiera all’età di 16 anni, nel 2022 si diploma come fonico presso la scuola NAM di Milano.
Si cimenta nei primi lavori musicali, autonomamente, dal 2017 al 2020, realizzando 3 demo album.
A settembre 2021 pubblica per l’etichetta bergamasca Asux Records l’album “Ricerca”, anticipato dal singolo “Cercarmi fra le nuvole”.
Nel Giugno del 2022 pubblica il singolo “Non Esisti”, brano caratterizzato da sonorità più lo-fi e dolci rispetto ai precedenti lavori.
A Settembre 2022 pubblica il singolo “Blu di sera” seguito due mesi dopo dal singolo “Voyager” in collaborazione con TBO TheBigOne, e a Gennaio 2023 dal singolo “Ballata”, primi tre lavori anticipanti l’album “Pinacoteca dei luoghi impossibili”, che esce a Marzo 2023, caratterizzato da un’impronta spiccatamente cantautorale sia a livello di scrittura che, fatta eccezione per un paio di brani, a livello di sonorità.
A Giugno 2023 esce, a sorpresa, il singolo “Sempre”, brano dalle sonorità più energiche ed elettriche.
Nel frattempo, collabora come mixing engineer e, occasionalmente, come produttore, con altri artisti emergenti, tra cui TBO TheBigOne, Gren_, Tom, Alex Duchenes, Riccardo Nani.
 
Abbiamo intervistato il cantautore per scoprire i suoi progetti e il suo nuovo singolo “Le statali”.
 
 
Ciao, com’è nata la tua attitudine verso la musica? 
Ho sempre vissuto circondato dalla musica in famiglia, mio padre suona la chitarra e da giovane scriveva anche, anche a mia madre è sempre piaciuto cantare, inoltre ho un po’ di zii che suonano, quindi è stato molto naturale per me avvicinarmici, mi divertivo fin da bambino ad improvvisare cantando, crescendo mi sono pian piano avvicinato agli strumenti, iniziando verso i 15/16 anni a scrivere le prime musiche e i primi testi.
 
A quale artista ti sei ispirato nel corso degli anni? 
Guarda, più che di artisti parlerei di generi: ho fatto le prime demo quando quasi tutti i miei coetanei ascoltavano rap, genere che pur non arrivando mai propriamente a fare, inizialmente mi influenzò. Poi è arrivata la rivoluzione indie che penso mi abbia colpito molto, tuttavia sono cresciuto sia col cantautorato che con la scena alternativa italiana degli anni 2000/2010, quindi le mie maggiori influenze arrivano da li.
 
In che modo nasce una tua canzone? 
In realtà spesso quasi per caso, non mi siedo mai al tavolo dicendo “facciamo una canzone’’, nasce tutto in maniera molto spontanea, a volte creo delle bozze che magari poi rimangono anche in cantiere per un po, altre volte è tutto molto più di getto e può nascere un brano in una giornata.
 
Ci parli di come è nato il tuo nuovo singolo? 
La narrazione in se nasce da una specie di film mentale, ho iniziato a scriverlo il primo giorno di università, da uno spunto di Nicola Bigoni, coautore, mentre dal punto di vista emotivo e del significato nasce dalle difficoltà che ho riscontrato a sentirmi parte dell’ambiente universitario ed in generale di quel contesto che forse non era giusto per me.
 
Cosa deve aspettarsi chi ascolterà il tuo nuovo singolo? 
Tante emozioni malinconiche, è una ballad acustica lineare ma emotiva, o almeno spero che lasci qualcosa da quel punto di vista.
 
Hai già in programma concerti e date live? 
Per ora è tutto in fase di definizione, con l’anno nuovo succederanno sicuramente cose interessanti, ma è ancora un po prematuro parlarne

 

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