L'intervista a Lisbona sul suo nuovo singolo “Da ogni tua paura”

set 30, 2023 0 comments

Luca Fratto, in arte Lisbona, nasce e cresce in provincia di Torino. Polistrumentista che nel tempo si rivela esperto nell’uso dell’elettronica, produttore e ingegnere di suoni ed effetti. Ha all'attivo diverse pubblicazioni alcune con Luca Vicini (Vicio) bassista dei Subsonica con cui collabora da tempo, è in finale al Premio Lunezia 2017 e nello stesso anno è selezionato per le audizioni di Sanremo Giovani 2018 davanti alla commissione presieduta da Claudio Baglioni.
A Luglio 2018 Lisbona è il vincitore assoluto del Premio Bindi con il brano “La serie da solo” pubblicato il 23 ottobre da A1. A Dicembre 2018 compone e firma le musiche di “Attraverso un Girone” film di Riccardo Bianco prodotto da GroundVistaPictures. Il Film ha vinto la candidatura finale al DIG awards. Lisbona pubblica, sempre con Artist First, sei brani inediti che propone in vari spettacoli live, alcuni anche in apertura di diversi artisti di rilevanza nazionale e internazionale. Il 24 Novembre 2019, al Pala Alpitour di Torino, apre il “Revelation Tour” di Mika. Nel Marzo del 2022, fonda insieme a Samuel Romano dei Subsonica, Golfo Meta Mistico. A maggio pubblica sette brani inediti firmati Samuel Romano-Lisbona in esclusiva per OpenSea.
Da giugno 2022 apre il tour di Morgan (Bluvertigo), che successivamente ha accompagnato anche al Premio Tenco sul palco dell’Ariston in veste di musicista poli-strumentista e a X Factor come musicista e produttore.
Il 23 maggio 2023 ha partecipato al Festival di Cannes, ospite della premiere di 'Rapito', il nuovo film diretto da Marco Bellocchio che racconta la storia di Edgardo Mortara, il bambino di sette anni che nel 1858, nel quartiere ebraico di Bologna, venne strappato alla sua famiglia dai soldati di papa Pio IX. Il 14 Luglio ha aperto il concerto dei Black Eyed Peas all'interno del Ferrara Summer Festival.
 
Ciao Lisbona, com’è nata la tua attitudine verso la musica?
Non ho in mente un momento preciso in cui ho iniziato
Ricordo che in principio è stata “colpa” della batteria.
Più o meno quando avevo sette anni, mio padre si trovava a far le prove con la sua band in una sorta di scantinato/tavernetta.
Ricordo subito il fascino per la sezione ritmica ma soprattutto era l’unico strumento che durante la settimana in cui non suonavano, rimaneva lì.
La parte della settimana che separava il giorno di prove dalle prove successive, era il mio momento per imparare.
Tutto per me si svolgeva in funzione di arrivare a quei cinque minuti prima delle loro prove, dove mi era concesso un piccolo momento in cui potevo far sentire i miei progressi.
Quei cinque minuti poi son diventati un brano intero durante la serata e poi tanti altri.
Qualche anno dopo invece l’esigenza di raccontare mi ha portato ad avvicinarmi a chitarra e piano, poi la voce, poi le parole fino alla musica che mi accompagna ora nei miei live.
 
A quale artista ti sei ispirato nel corso degli anni?
I miei ascolti sono sempre stati molto vari.
Ho sempre cercato di analizzare i brani che più mi piacevano per fare mie le idee più vicine alla mia musica.
Ancora oggi ascolto dischi che consumavo già da piccolo e ci trovo sempre idee nuove.
In questo momento sto ascoltando poca musica italiana.
Sono affascinato da FKJ,Daniel Caesar, Jack Garratt, Sohn, anche se ora sono poco vicini alla musica che sto scrivendo.
I nuovi brani che verranno pubblicati avranno un’aria più “danzereccia”, un animo più affine alla “cassa dritta dei festival di elettronica” con ancora un filone cantautorale ancora abbastanza presente.
 
Qual è il tuo rapporto con la città di Torino?
Per ora io e Torino ci vogliamo ancora bene anche se non gli ho mai perdonato davvero di non avere il mare.
Per il resto per Torino la musica è sempre stata “difficile”
Nel senso che è sempre stato difficile arrivare al grande pubblico partendo da questa città.
Per ora identifico ancora nei Subsonica l’ultima grande novità musicale di Torino anche se ha già compiuto vent’anni.
Non ho trovato in altri progetti Torinesi grandi innovazioni e sicuramente nessuna paragonabile a quella dei Subsonica di “microchip emozionale”.
 
In che modo nasce una tua canzone?
La fase creativa è un bel mistero che non credo farò mai mio del tutto.
Ogni volta accade in maniera diversa, ed ogni volta, quando ascolto il prodotto finito, mi chiedo cosa possa esser successo nel mezzo.
A volte parte da una frase, altre da un motivetto nella testa, altre dal bisogno di dire qualcosa che mi preme.
Dalla partenza al traguardo non saprei spiegare bene che succede.
A volte tutto è naturale e si scrive quasi da solo.
A volte smonto e rimonto i pezzi mille volte fin quando non mi soddisfano.
Non credo di aver mai seguito lo stesso iter per due brani diversi.
 
Ci parli di come è nato il tuo nuovo singolo “Da ogni tua paura”?
La musica di “Da ogni tua paura” è stata scritta di notte. È iniziato tutto dal basso/lead portante e da una cassa a 126 bpm. Come a volte capita, le parole erano state scritte e poggiate su una musica che oramai non ricordo neanche più. Il filo che unisce ogni frase voleva raccontare uno tra i concetti collaterali più vicini ai sentimenti buoni di una relazione: la “Protezione”.
Protezione nei riguardi di qualcuno a cui si tiene a volte più che a sé. È un “non preoccuparti”, è un “so che puoi farcela, ma ci penso io a te” È un “togliere carico trasportato” nel mezzo di una camminata in salita.
Molto diverso da un “faccio tutto io”, molto più dolce di un “attendere che sia necessario”
 
Hai già in programma concerti?
Il 3 ottobre suonerò alla Santeria (Milano)in apertura a Gavin Degraw.
L’evento è già sold-out quindi sarà una bella festa!

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